Money management

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Il money management per il trader forex medio italiano, attualmente è quasi un tabù.

Praticamente nessun forum forex ne parla, meno che mai si vedono articoli su questo importantissimo e fondamentale tema.

Money Management sta per: gestione del denaro. Ma perchè è così importante parlarne?

Ecco una storia esemplificativa per chiarire i dubbi.

Un giorno un trader novello intravede la possibilità di un forte trend rialzista su un cross valutario, Eur/Usd. Ha fatto delle analisi molto accurate e tutti i dati tecnici e fondamentali confermano la sua teoria.

Il trend ha inizio e lui, che ha anche aspettato l’avvio per essere ancora più sicuro, non ha più dubbi ed entra deciso.

Con il suo conto di 300 $, non ha certo moltissimo per guadagnare, però è talmente convinto della posizione aperta che vuole puntare una cifra grossa. Nel giro di poche settimane senza dubbio riuscirà a guadagnare molto lui pensa.

Così apre una posizione long sulla pair Eur/Usd, con un minilotto (10.000 unità) utilizzando una leva 1:100.

Il margine (100) lo ha, ed inizia così il trading.

Inizialmente procede tutto per il verso giusto e i pip salgono facilmente. Poi arriva una correzione e il guadagno inizia a scemare. La trade diventa negativa e i pip di gap sono circa 50.

Questo sul conto del nostro trader si traduce in un -50$. Lui aspetta fiducioso, anche se 300-100-50= 150…

Dopo la ripresa del rally positivo, la pair ha di nuovo un ribasso, questa volta più forte del precedente. I pips in negativo ora sono di 95… e sul conto restano solo 105$.

Il trader inizia a tremare: è ancora convinto che la trade sarà vincente, ma il problema è che il conto si avvicina alla soglia minima.

Ancora qualche giorno in rosso e sul conto restano meno di 100$… ha perso circa il 60% del capitale con una sola trade!!! Il trader è distrutto psicologicamente e per preservare il conto decide di chiudere l’operazione in passivo, per avere la possibilità di aprire nuove posizioni future.

Dopo 1 settimana circa il prezzo è salito come previsto andando in positivo e dopo alcuni giorni i pip di vantaggio, se l’operazione fosse stata aperta, sarebbero stati più di 100.

Ora, a parte l’eccessiva banalità dell’esempio, cosa ci insegna la storiella? (oltre al fatto che occorre impostare gli stop-loss…)

Che ogni trade va valutata in base al capitale a disposizione e non sulla base delle nostre convinzioni.

Non si può aprire una posizione del genere con un capitale così basso, perchè per guadagnare in un tempo di alcune settimane occorre essere disposti a subire perdite di pips consistenti e quindi occorre avere un capitale adeguato per sostenere queste perdite e poter essere presenti durante il trend che ci aspettiamo. Ed ovviamente occorre una strategia di trading, ovvio, che tenga conto dei punti di uscita dalle nostre trade.

Quello che ci interessa ora è il money management. Col money management ci tuteliamo dalle perdite, disponiamo la nostra arma di difesa ed ottimizziamo il nostro capitale.

La gestione del rischio è sempre vista nell’ottica del tipo di trade: tutti i traders professionisti indicano una soglia massima di rischio del 2%.

Questo perchè in questo modo anche rischiando in ogni operazione il 2% del budget totale, avremo comunque a disposizione 50 operazioni da portare a termine.

In realtà è più corretto rischiare al massimo il 2% del capitale residuo: in tal modo si arriva ad una perdita del 60% circa con 50 operazioni, anziché del 100%.

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