La nascita dello SME

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Mentre le valute continuano a fluttuare, i sistemi elettronici nei primi anni 70′ evolvono sempre di più. Il mercato del Forex si sviluppa in modo sempre più massiccio e grazie alla tecnologia inizia a farsi largo. La moneta principe in questi anni è senza dubbio il marco tedesco, complice una nazione (la Germania appunto) solida e in salute, che funge da vero e proprio perno per l’economia europea.
Nel 1973 è da registrare la crisi del petrolio e la caduta del dollaro usa che perde il 10%.
Con il fallimento del “serpente” gli Stati hanno la facoltà di scegliere se lasciare la propria moneta in balia delle oscillazioni del mercato oppure tenerla più stabile fissandone un prezzo.
La nascita dello SMENel 1977, però, le cose iniziano a cambiare, grazie ad un progetto finalizzato all’integrazione monetaria.
Mentre alcuni Stati combattevano con l’inflazione ed avevano una moneta libera da restrizioni (Francia, Italia e Gran Bretagna), gli altri membri dell’Ue godevano di un regime più controllato da cui traevano beneficio le rispettive valute (parliamo di Germania, Belgio, Olanda, Norvegia e Danimarca).
Tre le varie idee che serpeggiavano tra gli stati membri, fu vincente quella di Shmidt Giscard, con cui ci si prefissava di attuare una collaborazione tra le politiche dei vari stati e implementare un Fondo Monetario Europeo.
Nell’anno successo, il 1979, questo progetto entra in vigore con il termine di SME, con il proposito di creare una valuta di riferimento per l’Europa denominata ECU e il Fondo Monetario 2 anni dopo.
In pratica l’ SME si basava su un sistema di cambi fissi imperniato sulla centralità dell’ ECU come livello di parità.
I primi anni dello SME sono un po’ deludenti, anche a causa della crisi del petrolio del ’79-’80, ma la voglia di creare un sistema stabile c’è, e così vengono attuati molti aggiustamenti e riallineamenti per permettere alle valute dello SME di superare le differenze economiche e politiche tra gli stati europei.
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