Il boom delle ICO: l’Europa e l’Italia studiano la regolamentazione

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Un recente articolo del Wall Street Journal ha messo in evidenza una nuova tendenza per quel che riguarda le criptovalute, ovvero il boom delle Ico. Questo avviene in un periodo in cui si assiste ad un rallentamento alla corsa alle monete virtuali. A maggio 2018 il totale raccolto tramite ICO è giunto a 4,99 miliardi di dollari, superando il massimo precedente, del mese di marzo, pari a 3,37 miliardi di dollari. Vi sono società che, proprio sul crowdfunding hanno fondato le proprie fortune. Si pensi ad esempio, a Telegram capace di raccogliere 1,7 miliardi, prima di interrompere la ICO. In generale, la raccolta media dei 490 progetti lanciati lanciati nei primi cinque mesi del 2018 è stato pari a 24 milioni. Dietro a questa crescita esponenziale esiste una nuova visione economica, basata sui concetti di blockchain e token.

Il boom in Europa e il quadro normativo

Secondo la società di transazioni Atomico, il 40% delle transazioni attraverso ICO si è verificato in Europa. A giocare a favore di questa situazione vi è la rapidità con cui è possibile ottenere finanziamenti, consentendo una raccolta robusta di capitali senza passare per i circuiti tradizionali. Il vero problema sta nell’ordinamento giuridico, attualmente inesistente. La UE ha messo in bozze un emendamento sul crowdfundng, che, però, è ancora lontano dall’essere approvato. Tale emendamento potrebbe coinvolgere attivamente l’Italia dal punto di vista della sua stesura.

icoGli europarlamentari del Movimento 5 Stelle, infatti, hanno presentato delle modifiche al progetto originario che prevedono, tra l’altro, l’innalzamento della soglia massima prevista per la raccolta da 1 a 8 milioni. Superato tale sbarramento, il progetto è soggetto all’obbligo di pubblicare il Prospetto. La soglia di 8 milioni consentirebbe alle PMI in fase di crescita di richiedere investimenti più consistenti per finanziare progetti di grande dimensione.

Altra richiesta dei pentastellati è quello di creare presso l’ESMA (Autorità Europea degli strumenti finanziari e dei mercati) di un registro online centralizzato che consenta l’accesso da parte di tutti gli investitori interessati a tutte i progetti di crowdfunding offerti dalle singole piattaforme. Il testo definitivo sarà votato il 5 novembre e dovrebbe sbarcare in Penaria tra dicembre e gennaio. In quelle date si segnerà una svolta importante per le ICO.

Il caso Lituania

Negli ultimi 18 mesi, le ICO lituane hanno raccolto complessivamente 500 milioni di dollari. Il numero è ancora più evidente se raffrontato ai 150 milioni messi insieme dalle start-up lituane negli ultimi 10 anni. È chiaro, che il nuovo sistema di crowdfunding sta attecchendo nel paese baltico. Va detto, però, che l’exploit non è stato repentino, né casuale. Dietro di esso si celano anni di studio del settore finanziario basato sulla tecnologia blockchain.

Ma come è possibile sfruttare il “libro mastro” creato da Nakamototo? Il sistema è semplice: le aziende che costruiscono il proprio prodotto o servizio su blockchain offrono gettoni o monete agli investitori. Questi ultimi possono reinvestire successivamente “le ricompense” all’interno dell’ecosistema attraverso sconti, token di accesso, buoni regalo, pagamenti di prodotti e servizi. Questo nuovo sistema di “raccolti fondi” segna una svolta sul piano finanziario, poiché i token ricevuti sono destinati a diventare unità funzionali di valuta se o quando viene raggiunto l’obiettivo di finanziamento dell’ICO e il progetto viene avviato.

È evidente che, in un sistema del tutto nuovo e non ancora regolamentato a livello legislativo, bisogna prestare particolare attenzione ai progetti che vengono lanciati, onde evitare truffe. Per questo motivo la Lituania si è concentrata sulla conoscenza e sull’attuazione del quadro giuridico e normativo delle criptovalute. Il paese baltico ha snellito, quindi, le procedure e le condizioni normative per ottenere una licenza per le start-up locali.

A Vilnius, inoltre, è stato aperto un centro Blockchain per poter mettere in contatto giovani imprenditori e investitori. Il caso Lituania mette in evidenza come la Blockchain stia rivoluzionando il mondo finanziario. C’è futuro, dunque, al di là dell’aspetto speculativo delle criptovalute.

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